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13 calciatori pagano 250 euro per scommesse su piattaforme illegali

Tredici calciatori di Serie A hanno chiuso il procedimento penale con una multa di 250 euro ciascuno per aver utilizzato piattaforme di scommesse illegali. La Procura di Milano ha notificato l’accusa il 20 dicembre 2025, relativa a giochi non autorizzati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli tra il 2021 e il 2023. L’inchiesta, nata da indagini su siti come Betsport22.com e Swapbet365.eu, esclude combine e limita le responsabilità a contravvenzioni estinguibili con oblazione.

I giocatori coinvolti includono nomi di spicco come Alessandro Florenzi, Nicolò Zaniolo, Mattia Perin, Weston McKennie, Leandro Paredes, Angel Di Maria, Raoul Bellanova, Samuele Ricci e Cristian Buonaiuto. Sandro Tonali e Nicolò Fagioli, già sanzionati in passato, figurano tra gli indagati ma evitano ulteriori conseguenze sportive. La sanzione penale deriva dall’articolo 4 della legge 401/1989, punita con ammenda da 50.000 a 500.000 lire, equivalenti oggi a 250 euro per estinzione.

Dettagli dell’inchiesta milanese

Le indagini hanno sequestrato 1,5 milioni di euro e chiesto arresti domiciliari per i gestori dei siti illegali, tra cui Tommaso De Giacomo e Pietro Marinoni. I calciatori sono accusati solo di partecipazione a giochi non autorizzati, prevalentemente poker privato con password, senza alterazione di eventi sportivi. La Procura FIGC ha richiesto atti per valutare profili sportivi, ma norme federali non prevedono squalifiche per scommesse su piattaforme illegali non calcistiche.

Mattia Perin, Raoul Bellanova e Samuele Ricci hanno già presentato istanze di oblazione, seguite da altri nei prossimi giorni. Il Gip esaminerà patteggiamenti per imputati principali il 26 novembre, chiudendo il fascicolo senza processi per i calciatori. L’inchiesta principale colpisce organizzatori con bonus e decurtazioni debiti offerti ai giocatori.

Implicazioni sportive e federali

La FIGC applica l’articolo 24 del Codice di Giustizia Sportiva, che vieta scommesse dirette o indirette su eventi federali. Casi come Tonali e Fagioli comportano squalifiche da 6 mesi e ammende da 15.000 euro, ma qui l’assenza di combine sul calcio esclude stop sportivi. La Procura Federale monitora per eventuali recidive o pubblicità implicita.

Precedenti come squalifiche a dilettanti (fino a 22 mesi per 2.300 scommesse) contrastano con questa clemenza per professionisti. La FIGC enfatizza obbligo di denuncia, con pene minime di 6 mesi per violazioni.

Contesto normativo e rischi legali

La legge 401/1989 punisce partecipazione a giochi illegali con arresto fino a 3 mesi o ammenda. Calciatori beneficiano dell’oblazione per contravvenzioni lievi, evitando procedimenti penali. ADM contrasta piattaforme non autorizzate con black list, ma il fenomeno persiste tra VIP sportivi.

Procura FIGC ha chiuso indagini analoghe senza squalifiche, purché non su eventi propri. Divieto pubblicità scommesse ha ridotto sponsorizzazioni di 600 milioni, spingendo verso illegalità.

Reazioni e conseguenze per il settore

Associazioni giocatori accolgono la multa simbolica come chiusura equilibrata. Media sottolineano assenza combine, focalizzandosi su organizzatori per riciclaggio e gestione clan. Il caso rafforza campagne ADM su piattaforme legali, con 46 nuove concessioni online nel 2025.

Club monitorano tesserati per compliance. L’episodio evidenzia vulnerabilità a siti esteri, nonostante divieti federali. Prevenzione ludopatia resta priorità, con programmi terapeutici per recidivi.

Prospettive future nel betting sportivo

Riforma ADM unifica concessioni a 52 domini nel 2026, elevando standard compliance. Calciatori rischiano inibizioni solo per scommesse su FIGC/UEFA/FIFA, ma indagini penali persistono. Il settore spinge educazione, con multe salate per promozione illegale.

Stakeholder auspicano armonizzazione UE contro piattaforme offshore. L’inchiesta milanese chiude un capitolo, ma vigila su nuovi filoni.

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